Caro Presidente, facciamo appello alla sua sensibilità
L’Associazione Italiana Endometriosi Onlus continua la sua azione di lobbying. Abbiamo scritto al Presidente della Repubblica, noto per l’attenzione che rivolge al mondo del volontariato.
“In qualità di Presidente dell’Associazione Italiana Endometriosi Onlus, mi rivolgo a lei per sottoporre alla sua attenzione un problema di salute pubblica ancora troppo sottovalutato. In questi ultimi anni le istituzioni hanno certamente dato alcuni segnali positivi, ma purtroppo con una discontinuità che, accentuata dal frequente cambio politico-dirigenziale, rischia di vanificare le prime importanti acquisizioni, nonostante la salute di milioni di donne italiane che soffrono a causa di questa patologia vada ovviamente oltre le differenze di schieramento di partito.” Così ha esordito Jacqueline Veit, il nostro Presidente.
La lettera prosegue poi segnalando i punti salienti di tutela per la salvaguardia della salute delle donne affette da endometriosi: “In qualità di Presidente della prima associazione di pazienti in Italia, che ha ormai saputo creare intorno a sé un movimento di oltre 20.000 persone, desidero fare appello alla sua nota sensibilità verso il mondo del volontariato che si occupa di chi è in qualche modo svantaggiato, per chiederle di intervenire e di sollecitare le istituzioni competenti affinché l’iter di formulazione di una legge di tutela prosegua, in modo particolare per:
1. Un impegno forte sull’informazione;
2. La formulazione di linee guida sempre aggiornate;
3. La costituzione di reti coordinate di centri di diagnosi e terapia (dai centri di eccellenza ai servizi territoriali);
4. Il riconoscimento delle associazioni di pazienti come partner attive in tutti gli organi a valenza decisionale;
5. Il finanziamento di una ricerca scientifica mirata;
6. I programmi di self-management;
7. il sostegno economico alle pazienti: dall’esenzione dal pagamento del ticket al riconoscimento dell’invalidità civile nei casi più gravi di endometriosi, all’assegnazione di mansioni di lavoro compatibili con la gravità della malattia.”
Continuiamo così, nell’esercizio responsabile del nostro ruolo di associazione di pazienti, a tenere desta l’attenzione delle istituzioni sulla questione “endometriosi”.
Speriamo che al più presto coloro che ricoprono le cariche istituzionali competenti sappiano legiferare con saggezza su un tema delicato che coinvolge la vita di milioni di persone tra donne affette da endometriosi e i loro familiari.
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