SIGO 2011: obbiettivo pari opportunità e una medicina all’avanguardia
Un congresso denso di novità ha visto l’AIE protagonista con le sue rappresentanti Jacqueline Veit, Margherita Iellamo e Natalia Faranda. Ecco il nostro resoconto in diretta da Palermo.
25-28 settembre 2011, 87° Congresso SIGO: un’edizione cardine, che si pone come premessa all’appuntamento del congresso mondiale FIGO 2012 a Roma.
Traguardo di queste giornate è quindi quello di sintonizzarsi sulle questioni più attuali e urgenti verso una ginecologia dinamica e sempre più al passo con i tempi, in uno scenario sociale che cambia in maniera frenetica e propone nuove declinazioni del concetto di “pari opportunità”.
Infatti, come ricordano gli organizzatori del Congresso, assistiamo a un aumento dell’età media del primo figlio e a una diminuzione della natalità collettiva, con una prevalenza dell’endometriosi in costante aumento.
E in quest’ottica, SIGO 2011 si è posta come occasione di incontro, di scambio e confronto, che ha visto interpellati anche esponenti dal mondo politico.
Antonio Tomassini, Presidente XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, ha commentato: “La dimensione ‘salute’ è un elemento chiave nell’analisi dei diritti e nella comprensione delle disuguaglianze sia sociali che di genere. La salute, così come definita dalla Costituzione dell’Organizzazione mondiale della sanità è ‘lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di benessere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società’. La salute delle donne pertanto rappresenta uno degli indicatori più importanti del benessere di una società.
All’interno della Commissione che presiedo la medicina di genere costituisce argomento di cui ci stiamo occupando con grande energia. Numerose infatti sono le indagini che abbiamo concluso e quelle in itinere.”
Nicola Surico, Presidente della SIGO, ha sottolineato il recente lavoro della Società Italiana di Ginecologia e Ostetrica al fianco delle Istituzioni, necessario per definire le nuove priorità ed esigenze della ginecologia italiana, con l’obiettivo di una solerte e concreta messa in pratica degli obbiettivi preposti.
E in questa edizione così ricca e particolare l’AIE non poteva mancare. In una sessione interamente dedicata alla patologia, siamo state chiamate ad intervenire con una relazione dal titolo “Endometriosi vista dalla paziente”.
Attraverso la voce della nostra presidente Jacqueline Veit, abbiamo presentato i dati del primo questionario in Italia, ideato dalla nostra associazione e volto ad indagare il grado di soddisfazione percepito dalle donne affette da endometriosi, rispetto alle cure ricevute nelle strutture sanitarie di loro scelta, pubbliche o private. I dati hanno suscitato molto interesse nel pubblico in sala e la nostra associazione ha ricevuto diversi apprezzamenti per il suo operato.
La sessione si è poi conclusa con la tavola rotonda “Endometriosi e l’economia sanitaria: una sfida tra eterni rivali” che ha visto la partecipazione, tra gli altri, della Senatrice Bianconi che ha citato alcune tappe del percorso di approccio all’endometriosi da parte delle istituzioni, ricordando l’indagine conoscitiva che ci ha visti protagonisti con il nostro contributo per il punto di vista della paziente affetta.
E la Bianconi ha annunciato “dopo un proficuo lavoro con la Commissione Igiene e Sanità del Senato, è in approvazione la legge n. 4274 contenente l’articolo 13, che conferisce mandato al Ministro per la creazione di registri per patologie che rivestono carattere particolare. L’endometriosi sarà una di queste”.
I convenuti si sono detti infine concordi sul fatto che, nel caso dell’endometriosi, la razionalizzazione della spesa pubblica debba passare necessariamente attraverso un’accurata anamnesi, crescente tempestività nella diagnosi, la creazione del Registro nazionale e l’istituzionalizzazione di centri di eccellenza ben coordinati con centri territoriali locali.
Presenti con un tavolo informativo dedicato, grazie ai nostri preziosi Consiglieri Margherita Iellamo e Natalia Faranda, abbiamo infine dialogato con i partecipanti e distribuito il nostro materiale dedicato, per una crescente sensibilizzazione dei sanitari.
Riproduzione e traduzioni anche parziali vietate
ã 2011 Associazione Italiana Endometriosi
mailto:info@endoassoc.it