domenica 30 aprile 2017 ..:: LA MALATTIA » Teorie sulle cause ::.. Registrazione   Login

Eziopatogenesi dell'endometriosi

L’eziologia cioè le cause precise che provocano lo sviluppo dell'endometriosi rimangono ancora sconosciute. Certamente però si può parlare al plurale. Infatti, si è compreso che si tratta di una malattia multifattoriale, nel determinare la quale intervengono sia fattori di tipo genetico sia fattori di tipo ambientale.

I fattori genetici che sottostanno all’endometriosi sembrano legati ad una fragilità del sistema immunitario che non funzionerebbe in modo adeguatamente efficace. Si è osservato infatti che le donne che abbiano familiari di primo grado (madre e/o sorelle) affette da endometriosi avrebbero più probabilità di contrarre la malattia; studi effettuati su gemelle omozigoti (che condividono cioè interamente il loro patrimonio genetico) confermerebbero questo dato. In ogni caso, si tratta di fattori predisponenti e non determinanti la malattia in modo necessario.

I fattori ambientali indicati come possibili co-responsabili nel causare la patologia sono inquinanti derivati dalle lavorazioni industriali e derivati di erbicidi e pesticidi (es. diossina).

Anche la patogenesi cioè i meccanismi mediante i quali si instaura la malattia sono tutt’altro che chiari.

Diverse teorie sono state proposte, ma nessuna di esse può spiegare tutti i casi clinici. Queste teorie infatti cercano di spiegare come sia possibile che il tessuto di tipo endometriale venga a trovarsi in sedi anomale.

La teoria più frequentemente riportata è quella della mestruazione retrograda o trans-salpingea. Secondo questa teoria, una piccola quota di sangue e di cellule frammiste, durante il flusso mestruale, migra in senso inverso risalendo le tube, si impianta nell'addome sugli organi in esso presenti e lì vi cresce. Secondo alcuni esperti la migrazione retrograda è presente in tutte le donne, ma solo nelle donne affette da endometriosi probabilmente un difetto immunitario e/o ormonale permette al tessuto di radicarsi e di crescere sotto l’influsso degli estrogeni.

La teoria metastatica propone che il tessuto endometriale si distribuisca dall'utero alle altre aree del corpo per mezzo del sistema linfatico o sanguigno. Questa teoria renderebbe ragione dei casi in cui il tessuto endometriosico si trova in zone non addominali (es. polmone, arti, ecc.).

La teoria metaplastica prevede la possibilità di modificazioni funzionali dei tessuti per cui il tessuto embrionale residuo, fisiologicamente presente in tutte le donne adulte, si trasformerebbe in tessuto endometriosico oppure alcuni tessuti dell'adulto riacquisirebbero la capacità dei tessuti embrionali di modificare le loro funzioni trasformandosi così in tessuto endometriosico.

Sembrerebbe possibile anche una diffusione iatrogena cioè operata dai medici durante lo svolgimento degli interventi chirurgici: il bisturi infatti può trasportare cellule endometriali e diventare così causa di impianti endometriosici in corrispondenza delle suture addominali e delle cicatrici post-chirurgiche. Tuttavia questi impianti sono stati osservati anche in cicatrici dove il cosiddetto trapianto chirurgico sembrava improbabile.

 

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Ultimo aggiornamento: Agosto 2013
 

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