I sintomi Si ritiene che nel 20-25% dei casi l’endometriosi sia asintomatica, cioè non produca nessun sintomo evidente. Nella maggior parte dei casi (75-80%) invece i sintomi si possono presentare con una variabilità molto ampia sia nella tipologia sia nell’intensità. I sintomi dell’endometriosi si possono distinguere in due categorie: dolore e sterilità/infertilità. Nell’ambito dei sintomi dolorosi, quelli riscontrati più frequentemente in caso di endometriosi sono dolori prima e durante le mestruazioni (dismenorrea), dolore all'ovulazione, dolori durante o dopo i rapporti sessuali (dispareunia), dolore alla defecazione (dischezia), dolore alla minzione (disuria), dolori che si irradiano verso la zona rettale, dolore alla regione lombare. Inoltre si possono verificare: spotting (perdite di sangue nel periodo compreso tra una mestruazione e l’altra), sangue nelle feci o perdite di sangue dal retto (proctorragia), sangue nelle urine (ematuria), nausea, diarrea e/o stitichezza e altri disturbi intestinali, mal di testa, stanchezza e senso di affaticamento. L'intensità del dolore non è in rapporto né all'estensione e/o alle dimensioni delle lesioni né alla gravità della malattia. Piccole formazioni (dette petecchiali) si sono rivelate più attive nella produzione di prostaglandine. Le prostaglandine sono sostanze sintetizzate in tutto il corpo, implicate in numerose funzioni e ritenute responsabili della maggior parte dei sintomi dolorosi in quanto mediatori dell’infiammazione: questo potrebbe spiegare la sintomatologia significativa che spesso accompagna la presenza di impianti piccoli. I sintomi dolorosi dovuti all’endometriosi sembrano intensificarsi nel tempo, sebbene in alcuni casi si abbiano cicli di remissione e di ricorrenza. La sterilità colpisce il 30-40% circa delle donne con endometriosi ed è un esito comune con il progredire della malattia. In generale ( in una coppia in cui non ci siano fattori di rischio) si parla di sterilità quando non sia avvenuto un concepimento dopo un anno di rapporti sessuali non protetti. Si parla di infertilità quando, pur essendo avvenuta la fecondazione, non si ha il proseguimento della gravidanza con l’impianto del pre-embrione nella cavità interna dell’utero. Le cause che determinano la sterilità o l’infertilità possono essere diverse: ad esempio una cisti endometriosica a livello ovarico può influire sull'ovulazione, o aderenze pelviche possono alterare la normale anatomia degli organi riproduttivi e impedire la captazione o il passaggio della cellula uovo attraverso le tube. Sono però implicati anche fattori di tipo chimico, quali la composizione del liquido peritoneale che diminuirebbe la vitalità degli ovuli e un'alterazione a livello dell'endometrio (la mucosa che riveste internamente l'utero) che sembrerebbe essere meno ricettiva e favorevole all'impianto dell'embrione.

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